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POLICY ARMAMENTI

  • Nel luglio del 2007, Intesa Sanpaolo ha emesso un comunicato (in .pdf) nel quale afferma che la propria policy “nell’ambito dell’operatività dell’intero Gruppo nel settore degli armamenti prevede la sospensione della partecipazione a operazioni finanziarie che riguardano il commercio e la produzione di armi e di sistemi d’arma, pur consentite dalla legge 185/90”. “Eventuali operazioni giudicate coerenti con lo spirito di “banca non armata” potranno essere autorizzate in via straordinaria dal Consigliere Delegato e CEO e saranno oggetto di informazione – per opportuna trasparenza nei confronti della comunità esterna – anche sul sito internet della Banca”. (Fonte: Unimondo).
  • Tale policy – che intende “dare una risposta significativa a una richiesta espressa da ampi e diversificati settori dell’opinione pubblica che fanno riferimento a istanze etiche” – si situa in linea di continuità con quella già emanata nel marzo del 2004 da parte di Banca Intesa a seguito di una specifica campagna di pressione sociale (la campagna Manca Intesa) e si applica anche alla Banca SanPaolo la quale aveva una policy che, sostanzialmente, limitava le operazioni di esportazione di armamenti ai soli paesi dell’Unione Europea e della Nato.
  • Il gruppo IntesaSanPaolo dal 2008 sta attuando questa direttiva attraverso una graduale portata a termine delle operazioni avviate prima dell’entrata in vigore che comunque – per affermazione della stessa Banca – “richiederenno ancora alcuni anni anche per le operazioni relative ai programmi intergovernativi che si riferiscono ad accordi pluriennali anch’essi stipulati prima dell’entrata in vigore della policy” (Fonte: Adista, maggio 2010).

OPERAZIONI EXPORT ARMAMENTI

  • Le operazioni relative all’esportazione di armamenti assunte separatamente dalle due banche (Intesa e SanPaolo) prima della nuova policy ammontavano nel 2006 a oltre 494 milioni di euro (cfr. tabelle 1 e 2) e nel 2007 a più di 198 milioni di euro (cfr. tabelle 1, 2, 3 e 4). Le operazioni autorizzate al gruppo IntesaSanpaolo nel 2008 sono state di oltre 177 milioni di euro (cfr. tabella in .pdf) , mentre nel 2009 sono state di oltre 186 milioni di euro (cfr. tabella in .pdf) alle quali andrebbero aggiunte le operazioni di oltre 47 milioni di euro assunte dalla incorporata Cassa di Risparmio della Spezia. Nel 2010 le operazioni del gruppo sono notevolmente scese a 952mila euro e sono state – come per gli anni precedenti – puntualmente riportate nel suo Bilancio Sociale.

FONDI E PARTECIPAZIONI ARMATE

  • Banca IMI, parte di Intesa Sanpaolo, è stata uno dei sei dealers che hanno partecipato all’emissione di obbligazioni della Lockheed Martin – attiva nella produzione delle micidiali bombe cluster - nel maggio del 2010. Si tratta di obbligazioni dovute nel 2040 per un valore complessivo di 728,2 milioni di dollari, emesse in cambio di una quota di obbligazioni in essere della società, che matureranno tra il 2016 e 2036. (IKV Pax Christi e NetWerk Vlaanderen, “Worldwide Investments in Cluster Munitions: A Shared Responsibility”, maggio 2011, in pdf).
  • Nel novembre 2007 l’ong belga Netwerk Vlandereen ha pubblicato uno studio intitolato Too risky for business – Financial Institutions and Uranium weapons” (in .pdf) che indaga sul rapporto tra le principali istituzioni finanziarie e la produzione di uranio impoverito, materiale bellico che ha provocato tragiche conseguenze su civili e militari. Nell’indagine compaiono 50 banche che intrattengono rapporti con tre imprese statunitensi produttrici di armi all’uranio impoverito: la Allianz Techsystems (ATK), la General Dynamics Ordnance and Tactical Systems e la GenCorp. La maggior parte degli istituti sono statunitensi, ma figurano anche banche giapponesi, tedesche, francesi, canadesi, di Singapore, di Taiwan e una sola italiana: Intesa Sanpaolo. Una presenza legata a un prestito obbligazionario emesso dalla General Dynamics nell’agosto del 2003 per coprire debiti preesistenti: operazione appoggiata da Banca IMI, parte del gruppo Intesa Sanpaolo, per 22 milioni di dollari.
  • Al di fuori dell’uranio impoverito, la banca risulta coinvolta in operazioni con altre aziende eticamente non sostenibili, come il credit agreement con la Honeywell – nel quale la Intesa SanPaolo New York Branch interviene con 50 milioni di dollari – o un’analoga operazione per 52,5 milioni di dollari con la Lockheed Martin, impresa produttrice di armi. Entrambe le operazioni sono state effettuate nella prima metà del 2007.
    Si tratta di due aziende escluse, per motivi etici, dal portafoglio di investimenti dei fondi pensione statali norvegesi. Anche alcune banche private si sono mosse nella stessa direzione: la belga KBC cita le imprese escluse dalle sue operazioni finanziarie poiché coinvolte in produzioni “controverse” di armi. Nella lista figurano, tra le altre, la General Dynamics, la Honeywell, la Lockheed Martin e l’italiana Finmeccanica, coinvolte nella produzione delle cluster bombs, micidiali bombe a frammentazione simili alle mine antiuomo.
    Le operazioni con la Honeywell e con la Locked Martin sono registrate anche da due documenti della Sec (Security and Exchange Commission), l’istituzione che ha il compito di controllare le borse negli Usa, datati maggio e giugno 2007. Poche settimane dopo (luglio 2007) la banca pubblicò la sua “policy” in tema di armamenti, che prevede “la sospensione della partecipazioni a operazioni finanziarie relative al commercio e alla produzione di armi e di sistemi d’arma, pur consentite dalla legge 185/90”. “Eventuali operazioni giudicate coerenti con lo spirito di ‘banca non armata’ potranno essere autorizzate in via straordinaria dal Consigliere delegato e Ceo e saranno oggetto di informazione – per opportuna trasparenza nei confronti della comunità esterna – anche sul sito internet della banca” (Fonte: Altreconomia, 06.11.2007). Si tratta di dichiarazioni alle quali non seguiranno i fatti.
    Un ulteriore rapporto della stessa Netwerk Vlandereen insieme a Ikv Pax Christi datato 29 ottobre 2009, intitolato Worldwide Investment in Cluster Munitions; a shared responsability” (in .pdf) conferma che nel luglio 2007 Intesa Sanpaolo ha rinnovato finanziamenti alla Locked Martin, annoverata tra le aziende produttrici di cluster bombs, insieme ad altre 30 banche. Il finanziamento complessivo – della durata di 5 anni – è pari a 1,5 miliardi di dollari, a cui Intesa partecipa con una quota di 52,2 milioni di dollari. Il dato è confermato nello stesso rapporto aggiornato (in .pdf) ad aprile 2010.
  • IntesaSanPaolo ha stretti rapporti con Finmeccanica, principale produttore ed esportatore di armi italiano escluso per motivi etici da molte banche, controllata dallo Stato. Finmeccanica ha in mano anche il 25% di MBDA, consorzio europeo compartecipato da Bae System (37,5%) ed Eads (37,5%) e leader mondiale nella produzione di missili e sistemi missilistici nucleari (oltre 3.000 missili prodotti nel 2010).
  • Infatti dall’analisi di Banca IMI, società finanziaria del Gruppo Intesa Sanpaolo (nata dalla fusione tra Caboto e Banca IMI), emerge che il suddetto gruppo continua a finanziarie e sostenere Finmeccanica, la prima industria italiana produttrice di armamenti. Lo si desume dall’analisi del titolo Finmeccanica della stessa società, che è tenuta a indicare potenziali conflitti d’interesse rispetto al titolo analizzato. Il report è del 2 dicembre 2008 e recita come segue. “Il Gruppo Intesa Sanpaolo si trova in una situazione di conflitto di interessi in quanto:
    – intende sollecitare operazioni di investment banking o intende ricercare compensi dagli emittenti citati nella presente ricerca nei prossimi tre mesi;
    - Banca IMI ricopre il ruolo di Joint Bookrunner nell’operazione di aumento di capitale di Finmeccanica di ottobre 2008 e si trova in una situazione di conflitto d’interessi in quanto garantirà, unitamente agli altri Joint Bookrunners, il buon esito dell’aumento di capitale;
    - ha erogato finanziamenti significativi all’emittente e al suo gruppo di appartenenza. Si segnala che Intesa Sanpaolo ha rivestito il ruolo di Mandated Lead Arranger nell’ambito dell’attività del pool di Banche Finanziatrici che hanno concesso un finanziamento di euro 3,2 miliardi a Finmeccanica, finalizzato all’acquisizione di DRS, il quale prevede un primo rimborso di euro 800 milioni entro il 31 marzo 2009, da effettuarsi anche attraverso i proventi rivenienti dall’aumento di capitale”.
  • La banca compare tra i 24 istituti che hanno partecipato ad una nuova linea di credito per 2,4 miliardi a favore di Finmeccanica. Si tratta di un finanziamento a medio termine, che annulla e sostituisce le linee di credito bancarie in essere con caratteristiche equivalenti e di importo complessivo analogo, estendendo il periodo medio di disponibilità fino al settembre 2015. Le banche che hanno sottoscritto l’operazione – suddivise in base al ruolo ricoperto –  sono:
    - Mandated Lead Arrangers e Bookrunners: Banca Nazionale del Lavoro, Banco Santander, Bank of America, Bank of Tokyo-Mitsubishi, HSBC Bank plc, Intesa SanPaolo, Royal Bank of Scotland, Société Générale, Sumitomo, Unicredit Corporate Banking.
    - Lead Arrangers: Banca Popolare di Milano, Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Centrobanca (Gruppo Ubi), Commerzbank, Monte Paschi di Siena.
    - Co-Arrangers: Banca Carige, Banca Popolare Emilia Romagna, Banco di Sardegna, Banco Popolare di Sondrio, Barclays, Citibank, Crédit Industriel et Commercial, Credito Bergamasco (Banco Popolare), Goldman Sachs, Jp Morgan Chase Bank.
    BNP Paribas ha svolto il ruolo di Coordinating e Documentation Bank, mentre UniCredit svolgerà il ruolo di Agent Bank. (Fonte: Comunicato Stampa Finmeccanica, 21.09.2010)Nel febbraio 2009 Banca Imi ha curato il collocamento di un prestito obbligazionario Finmeccanica pari a 250 milioni di euro, in qualità di joint bookrunner, insieme ad altre 4 banche (Comunicato Finmeccanica, 04/02/2009). Della stessa azienda e nello stesso ruolo ha curato un’emissione obbligazionaria pari a 600 milioni di euro, il 14 ottobre 2009 (Comunicato Finmeccanica, 14/10/09). Infine tramite i fondi di Eurizon Sgr, ha investito 22 milioni di euro in titoli Finmeccanica (dati al 30 giugno 2009, tranne i 10 fondi Star Funds, aggiornati al 30/09/2009).
  • Intesa, Unicredit e BNP hanno collocato ognuna 148 milioni di dollari di azioni Finmeccanica nel novembre 2008 e 358,8 milioni di dollari di obbligazioni in tre successive emissioni: novembre 2008, febbraio 2009, ottobre 2009. (Profundo, Ican, Campagna internazionale per la messa al bando delle armi nucleari, Don’t bank on the bomb, marzo 2012)
  • La banca milanese sostiene il mercato delle armi anche attraverso i propri fondi di investimento. Dal rendiconto 2008 di Eurizon Capital, la maggiore società di gestione del gruppo, e Fideuram Investimenti, emerge che il Gruppo ha investito 80,6 milioni di euro in società che producono armi, tra cui cluster bombs e armi nucleari. (Fonte: Valori in .pdf, giugno 2009)Ha investito 11,5 milioni di dollari nel capitale della Eads. Seconda industria europea di armamenti e produttrice di armi nucleari. L’azienda è accusata anche di aver venduto alcuni componenti alla Birmania. (Fonti: European banks financing controversial companies in .pdf, Profundo (research paper for Netwerk Vlaanderen), June 2009 ; Shareholdings of some European Banks in controversial companies, Profundo (research paper for Netwerk Vlaanderen), June 2009; Banksecrets.eu in .pdf).

    FINANZIAMENTI ARMATI

    • San Paolo Imi ha finanziato la Cmc – Consorzio muratori e cementisti di Ravenna – impegnata nella progettazione e costruzione della nuova base militare Usa nell’area dell’ex aeroporto Dal Molin di Vicenza, nella progettazione ed esecuzione del cunicolo Tav Torino-Lione e nella progettazione e realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina (possiede il 13% di Eurolink Scpa, Contraente generale del progetto). Nel 2005 la banca ha erogato un prestito di 12,5 milioni con scadenza 2010, di cui a fine 2009 risultava un’esposizione di 4,1 milioni. Alla fine di giugno 2011 erano iscritti a bilancio 28 milioni di euro di finanziamenti da parte della banca, quasi il doppio rispetto a sei mesi prima, diventando così il terzo finanziatore della società. (Fonte: Bilancio Cmc 2008, 2009, giugno 2011)
    • Intesa Sanpaolo è tra i finanziatori di Bechtel, Boeing, EADS, General Dynamics, Honeywell International, Lockheed Martin, Northrop Grumman e Thales, oltre naturalmente a Finmeccanica. Il Gruppo ha erogato prestiti pari a 1,099 miliardi di dollari stimati, in un periodo che va da luglio 2008 a giugno 2011, e collocato obbligazioni per 714,1 milioni di dollari nel periodo da novembre 2008 a luglio 2011, mentre al 30 ottobre 2011 aveva in portafoglio 45,5 milioni di dollari di obbligazioni. Del resto una recente nota del gruppo (19 giugno 2012) riporta che “Intesa Sanpaolo ha erogato finanziamenti significativi a favore di Finmeccanica Spa e del suo gruppo di appartenenza”. Eppure all’assemblea degli azionisti 2012 del maggio scorso, l’amministrato delegato in persona Enrico Tommaso Cucchiani affermò che il gruppo non investe nel nucleare.
    • Intesa Sanpaolo tra il 30 giugno e il 31 ottobre 2011 aveva in portafoglio 45,9 milioni di dollari di obbligazioni Finmeccanica, preceduta da Bnp Paribas a quota 79,6 milioni. Ma i dati più salienti riguardano i finanziamenti diretti. Le cifre attribuite alle singole banche sono stimate, poiché parte di finanziamenti più vasti.