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POLICY ARMAMENTI

  • Ubi Banca dal 2007 ha predisposto delle “Linee Guida” e nel giugno 2009 ha pubblicato una dettagliata policy (in .pdf) riguardo al settore armamenti.  Tale policy esplicita che “non vi è una preclusione assoluta alla fornitura di servizi finanziari nei confronti di imprese che operano nei settori dei materiali di armamento”, ma limita l’operatività delle banche del gruppo “alle sole imprese clienti che siano residenti in paesi appartenenti all’Unione Europea, alla NATO o all’OCSE” e a specifiche “tipologie di armi e materiali di armamento”. Per quanto riguarda invece le operazioni di commercio internazionale di armamenti, Ubi Banca “intende assicurarsi di evitare in ogni caso il coinvolgimento in operazioni dirette verso Paesi che  siano soggetti a sanzioni internazionali di embargo; siano parti attive in conflitti armati in qualità di aggressori; attuino o tollerino sistematiche o gravi violazioni dei diritti umani; presentino un basso indice di sviluppo umano e livelli di spesa militare e sociale incompatibili con una prospettiva di sviluppo sostenibile”.

OPERAZIONI EXPORT ARMAMENTI

  • Mentre nel 2007 – prima dell’entrata in vigore della nuova policy – le banche confluite nel gruppo avevano svolto operazioni relative all’esportazione di armamenti per un valore complessivo di circa  3,3 milioni di euro, nel 2008 le banche del gruppo hanno assunto operazioni per quasi 210 milioni di euro (tabella in .pdf) e nel 2009 il Banco di Brescia compare al vertice della lista (in .pdf) tratta dalla Relazione governativa 2010, con valori che – sommati a quelli delle altre banche del gruppo Ubi Banca – superano 1 miliardo e 246 milioni di euro per importi autorizzati riguardanti l’esportazione di armamenti italiani. (Fonte: Unimondo). Nel 2010, invece, le operazioni del Banco di Brescia risultano drasticamente ridotte a circa 168 milioni di euro: operazioni di cui il gruppo bancario ha dato puntuale resoconto – come negli anni precedenti – nel suo Bilancio Sociale.

FONDI ARMATI

  • Attraverso i fondi di investimento di Ubi Pramerica (65% Ubi, 35% Pramerica Financial), il Gruppo ha investito 38,73 milioni di euro in imprese che producono armi, comprese mine, cluster bombs e armi nucleari. (Fonte: Valori in .pdf, giugno 2009)
  • La banca compare tra i 24 istituti che hanno partecipato ad una nuova linea di credito per 2,4 miliardi a favore di Finmeccanica, principale produttore ed esportatore di armi italiano. Finmeccanica ha in mano anche il 25% di MBDA, consorzio europeo compartecipato da Bae System (37,5%) ed Eads (37,5%) e leader mondiale nella produzione di missili e sistemi missilistici nucleari (oltre 3.000 missili prodotti nel 2010).
  • Si tratta di un finanziamento a medio termine, che annulla e sostituisce le linee di credito bancarie in essere con caratteristiche equivalenti e di importo complessivo analogo, estendendo il periodo medio di disponibilità fino al settembre 2015. Le banche che hanno sottoscritto l’operazione – suddivise in base al ruolo ricoperto - sono:
    - Mandated Lead Arrangers e Bookrunners: Banca Nazionale del Lavoro, Banco Santander, Bank of America, Bank of Tokyo-Mitsubishi, HSBC Bank plc, Intesa SanPaolo, Royal Bank of Scotland, Société Générale, Sumitomo, Unicredit Corporate Banking.
    - Lead Arrangers: Banca Popolare di Milano, Banco Bilbao Vizcaya Argentaria, Centrobanca (Gruppo Ubi), Commerzbank, Monte Paschi di Siena.
    - Co-Arrangers: Banca Carige, Banca Popolare Emilia Romagna, Banco di Sardegna, Banco Popolare di Sondrio, Barclays, Citibank, Crédit Industriel et Commercial, Credito Bergamasco (Banco Popolare), Goldman Sachs, Jp Morgan Chase Bank.
    BNP Paribas ha svolto il ruolo di Coordinating e Documentation Bank, mentre UniCredit svolgerà il ruolo di Agent Bank. (Fonte: Comunicato Stampa Finmeccanica, 21.09.2010).
    Inoltre attraverso Ubi Prameriga Sgr e Sailor’s Fund Sicav, principali società di gestione del Gruppo, Ubi Banca ha investito 23,12 milioni di euro in titoli Finmeccanica (dati al 30 giugno 2009).

FINANZIAMENTI ARMATI

  • La controllata Ubi Leasing compare tra i finanziatori della Cmc – Consorzio muratori e cementisti di Ravenna – impegnata nella progettazione e costruzione della nuova base militare Usa nell’area dell’ex aeroporto Dal Molin di Vicenza, nella progettazione ed esecuzione del cunicolo Tav Torino-Lione e nella progettazione e realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina (possiede il 13% di Eurolink Scpa, Contraente generale del progetto). L’importo finanziato nel 2008 è pari a 11,424 milioni di euro, che nel 2009 scende a 11,083 milioni. (Fonte: Bilancio Cmc 2008, 2009)